Neve copiosa in arrivo sulle Alpi, vediamo la situazione nel dettaglio

Neve abbondante in arrivo sulle Alpi, ecco la situazione nel dettaglio

Nel prossimo fine settimana una forte fase di maltempo interesserà la nostra Penisola causando delle forti piogge, temporali e copiose nevicate su tutto l’arco alpino.

Nella giornata di Sabato la neve cadrà abbondante specie sull’arco alpino occidentale, con la neve che cadrà abbondante fino alla città di Cuneo. Quota neve lievemente più elevata sui restanti settori alpini.

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Nella giornata di sabato assisteremo ad un graduale rialzo termico, questo a causa dell’intensificazione dei forti venti di scirocco in risalita dal Nord Africa.

Sulle Alpi Piemontesi avremo dunque un rialzo della quota neve fin sugli 800/1000 metri, mentre per quanto riguarda le aree alpine orientali la quota si stabilizzerà tra i 1400/1600 metri di quota.

Oltre i 1700 metri di quota, specie sulle Alpi occidentale potrà cadere oltre 1 metro di neve fresca.

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Crollo termico nel fine settimana: finalmente inverno

Crollo termico nel week-end: finalmente inverno

Il crollo termico di cui molto abbiamo parlato nel corso delle giornate precedenti ad opera della prima vera irruzione di aria fredda dell’anno, sembrerebbe portarsi a compimento nel corso del prossimo fine settimana.

Le temperature perderanno rispetto alle giornate precedenti circa 15°C, portandosi su valori addirittura al disotto delle medie del periodo. Di seguito riportiamo l’ultima emissione del centro di calcolo europeo ECMWF, che mostra come il picco del freddo dovrebbe essere raggiunto nella giornata di Lunedì 18 Gennaio.

Stando a tale elaborazione sui settori adriatici alla quota di riferimento di 850 hpa potrebbe entrare una -10°C, mentre sui settori tirrenici si nota addirittura una -7°C.

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Soprattutto per le regioni tirreniche il grande freddo dovrebbe essere accompagnato da scarse precipitazioni, anche se nelle varie emissioni l’irruzione fredda sta assumendo una traiettoria lievemente più occidentale rispetto a quella che i centri di calcolo ci evidenziavano nelle emissioni precedenti. Bisognerà prestare attenzione ai fastidiosi e forti venti settentrionali.

Dunque, almeno fin quando non ci troveremo al disotto delle 72 ore previsionali non saremo in grado di darvi delle indicazioni nel dettaglio. Da tenere d’occhio però dopo una fase che potrebbe rivelarsi “secca” per le tirreniche, la possibile interazione del freddo con l’Atlantico. Dinamiche che sembrerebbero evidenziate dalle ultime uscite modellistiche, ma di questo ne riparleremo a tempo debito.

Per i settori adriatici, come ripetiamo da ieri la neve potrebbe invece giungere specie da domenica anche alle basse quote, forse prossime anche al piano.

Per maggiori aggiornamenti, vi diamo appuntamento a questa sera.

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Neve Appennino: possibile una spolverata tra 31 Dicembre e 1 Gennaio

Possibile qualche fiocco di neve tra il 31 Dicembre e il 1 di Gennaio in Appennino

La prima vera irruzione di aria gelida della stagione, nel corso delle prossime ore invaderà gran parte dell’Europa orientale causando l’arrivo di nevicate su molte città.

Come qualche giorno fa abbiamo ipotizzato, lo scenario che andrà a realizzarsi sarà il seguente:

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L’aria fredda interesserà solamente in maniera molto marginale la nostra Penisola. A risentire maggiormente di tale situazione saranno le nostre regioni del versante Adriatico, specie tra il 31 di Dicembre e il 1 di Gennaio.

In tal frangente non è da escludere il passaggio di deboli precipitazioni nevose anche alle basse quote tra Marche, Abruzzo e Molise.

Un nuovo peggioramento delle condizioni meteorologiche seguirà poi a partire dal 2 di Gennaio, con una perturbazione di origine Atlantica che con probabilità porterà si un rialzo termico ma allo stesso tempo delle nevicate abbondanti in quota.

Di seguito riportiamo la media degli spaghetti Ensembles per le città di l’Aquila, Isernia e Ascoli Piceno ( grafici di riferimento per l’Appennino )

La neve potrebbe cadere fin sui 600-700 metri di quota.

Spaghi Aq

Spaghi Aq 2

Spaghi Aq 3

Tutti e tre i grafici mostrano la possibilità di precipitazioni proprio nel periodo da noi indicato.

Vi invitiamo a seguire i prossimi aggiornamenti.

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Possibile il ritorno della neve sulle nostre montagne già dagli inizi di Gennaio

Possibile il ritorno della neve sulle nostre montagne già dagli inizi di Gennaio

Svalbard

La situazione meteorologica come ampiamente spiegato nel corso dei precedenti editoriali potrebbe mutare proprio con l’avvento del 2016.

Artefice del cambiamento meteorologico e della rottura della monotonia sarebbe un calo di tensione del Vortice Polare. Tale dinamica consentirà ad una massa di aria gelida di muoversi verso l’Europa orientale.

L’aria fredda potrebbe coinvolgere solamente in parte la nostra Penisola, ma la buona notizia arriva dal possibile ritorno della neve sulle nostre montagne sia alpine che appenniniche.

A seguire potete notare la grafica degli spaghetti Ensembles per la città di l’Aquila.

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Il seguente grafico mostrerebbe una concreta possibilità del ritorno delle precipitazioni già dal 1 di Gennaio.

Ricordiamo la difficoltà di tali configurazioni, imprevedibili almeno fino alle 68-72 ore previsionali.

Ne riparleremo nel corso dei prossimi aggiornamenti.

 

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Capodanno: neve e gelo verso l’Est europeo, per l’Italia ecco alcune ipotesi

Alcune ipotesi pre Capodanno: freddo e neve o ancora alta pressione?

Ancora qualche giorno e finalmente in Europa cominceremo a notare qualche movimento interessante.

Dopo un lungo periodo in cui a dominare lo scenario su scala Europea è stato un anomalo anticiclone, qualcosa potrebbe mutare a cavallo tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016. Con ogni probabilità assisteremo ad un forte raffreddamento dell’Est Europeo, con una massa d’aria dai connotati gelidi che avanzerà verso l’Europa orientale in modo retrogrado.

Per la nostra Penisola la situazione rimarrà in bilico, anche se noi personalmente abbiamo tracciato due configurazioni possibili. In particolare però, prima di andare a vedere le ipotesi nel dettaglio, volevamo mostrarvi come le deviazioni standard siano ancora piuttosto pronunciate specie in area scandinava e quindi il margine di errore piuttosto pronunciato.

In tali situazioni, le configurazioni sono in grado di mutare anche al disotto delle 72 ore previsionali. Notevoli sono le possibili divergenze alle 144 ore previsionali.

Devia

Nell’occasione abbiamo tracciato i due possibili scenari che a nostro modesto avviso potrebbero risultare i più probabili.

1): Cominciamo da quello con la percentuale di realizzazione più bassa:

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Questa è l’ipotesi a nostro avviso più estrema, inquadrata per prima dal centro di calcolo canadese GEM. Una massa di aria gelida in moto retrogrado si metterebbe in viaggio verso l’Europa portando un drastico calo delle temperature e il ritorno della neve sull’Europa orientale. In questo caso il freddo potrebbe coinvolgere in maniera netta la nostra Penisola.

Ad ora, ci teniamo a rimarcare il fatto che stiamo cercando di individuare delle possibili configurazioni e non gli eventuali effetti.

2) IPOTESI: a nostro avviso la più probabile, quella che possiede una percentuale di realizzazione più alta attorno al 60/65 %.

bingo

Il blocco scandinavo non permetterebbe all’aria gelida di essere veicolata verso la nostra Penisola perché in posizione troppo invadente, con gelo e neve che potrebbero interessare la Penisola Balcanica. Questo permetterebbe alla nostra Penisola di mantenersi ai margini del corposo calo delle temperature.

Non è da escludere un marginale coinvolgimento delle regioni adriatiche, mentre tempo più stabile condizionerebbe il resto della nostra Penisola.

Nelle prossime ore seguiranno nuovi aggiornamenti.

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Meteo Capodanno: irruzione fredda o ancora anticiclone?

Capodanno: prima irruzione fredda della stagione o ancora anticiclone?

La situazione meteorologica per Capodanno si fa sempre più interessante. Qualche giorno fa in un nostro editoriale avevamo parlato delle varie possibilità che avrebbero potuto verificarsi a fine anno.

In particolare abbiamo due ipotesi a confronto:

La prima che vedrebbe un raffreddamento dell’Europa orientale con la nostra Penisola ancora una volta protetta dall’alta pressione, quindi un clima che continuerebbe a mostrarsi piuttosto mite.

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La seconda, che è quella che ha individuato per primo il modello matematico GEM qualche giorno fa, e che nelle ultime corse di alcuni modelli sembrerebbe aver preso piede, ovvero si tratterebbe di un’ipotesi che vedrebbe l’arrivo della prima vera irruzione di aria fredda della stagione verso la nostra Penisola con un clima che in questo caso risulterebbe più invernale.

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Insomma la partita resta aperta e i prossimi giorni saranno fondamentali per capire, se riusciremo ad uscire da questa anomala situazione anticiclonica, oppure bisognerà ancora attendere.

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