Settimana 6-12 Giugno: settimana nel complesso instabile

La tendenza settimanale del periodo 6-12 Giugno

Nel corso della settimana 6-12 Giugno l’alta pressione proverà ad alzare la voce, ma il suo tentativo non andrà a buon fine perchè a risentirne maggiormente di taluna situazione saranno principalmente, la Francia, la Spagna, il Portogallo e le Isole Britanniche.

paison

I primi giorni della settimana saranno quelli nel complesso più stabili e soleggiati, perchè l’alta pressione in maniera marginale riuscirà ad interessare parte della nostra Penisola anche se in un contesto di temperature non eccezionalmente miti per il periodo.

Nel corso delle ore pomeridiane della giornata saranno ancora una volta probabili i temporali specie al ridosso delle catene montane. Alpi, prealpi e dorsale appenninica.

Dalla giornata di mercoledì 8, l’instabilità andrà ad intensificarsi grazie all’arrivo di aria più fredda che causerà un indietreggiamento da parte dell’alta pressione che continuerà a mantenersi molto defilata in Atlantico.

Le temperature come accennato già in precedenza non risulteranno eccessive, ma presenteranno valori non superiori ai 25-30°C. 30°C che forse verranno in alcuni casi superati solamente sulle Isole maggiori.

 

 

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Giorni della merla in compagnia dell’anticiclone

Passeremo i giorni della merla in compagnia dell'anticiclone

Nei giorni scorsi avevamo parlato di una rimonta anticiclonica verso la nostra Penisola, ma in generale verso il territorio europeo che è realmente venuta a concretizzarsi.

Ora, diamo uno sguardo a ciò che dovrebbe accadere nei giorni della merla ovvero in quelli che in teoria dovrebbero risultare come spesso accade i giorni più freddi dell’anno.

C’è da dire immediatamente che quest’anno non sarà così, anzi, queste sono le anomalie di temperatura previste per il 1 di Febbraio.

Giorni merla

Sono attese delle temperature oltre le medie del periodo di oltre 3-5°C sulla nostra Penisola, ma in generale su gran parte del territorio europeo.

Questo è dovuto a quel ricompattamento del Vortice Polare di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi e che probabilmente non consentirà l’affondo di perturbazioni verso il Mediterraneo.

Per sperare possa effettivamente muoversi qualcosa, bisogna attendere la prima settimana di Febbraio, ma la stagione invernale avanza….

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Capodanno: ancora molta incertezza, possibile raffreddamento dell’Est europeo

Probabile raffreddamento dell'Est europeo entro Capodanno

La situazione meteorologica continuerà a rimanere invariata ancora per qualche giorno. Tuttavia negli ultimi giorni qualche novità nel medio termine comincia ad intravedersi, seppure la situazione sembrerebbe piuttosto ingarbugliata vista anche la notevole distanza temporale di qui a fine anno.

Con probabilità sarà proprio al ridosso di fine anno che la situazione potrebbe mutare con un’alta pressione che punterebbe verso le alte latitudini, favorendo la discesa di masse d’aria più fredda verso l’Est Europeo.

Attualmente i vari centri deterministici sembrerebbero mostrare diverse ipotesi e tutte molto discordanti tra loro.

Si va dalla più estrema del modello matematico GEM che vedrebbe una massa di aria gelida marciare in moto retrogrado verso Ovest ( FIG 1) e coinvolgere anche la nostra Penisola, a quella del modello GFS (FIG 2) che vedrebbe la colata di aria gelida interessare solamente l’Est Europeo con l’alta pressione pronta nuovamente da ovest a chiudere verso la nostra Penisola.

impetuosooooo

Gfs Capo

In accordo anche a qualche parametro teleconnettivo, a nostro avviso e salvo stravolgimenti riteniamo più probabile l’ipotesi che intravede il centro di calcolo americano. Dunque probabile raffreddamento dell’est europeo e una situazione che sulla nostra Penisola potrebbe mantenersi pressoché invariata.

Ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti, continuate a seguirci.

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Stratwarming e anticicloni di blocco necessari per episodi di freddo intenso sulla nostra Penisola?

Un articolo di didattica riguardo il rapporto tra gli anticicloni di blocco e le ondate di freddo e neve sulla nostra Penisola

Gelo e neve

Che cosa si intende per anticiclone di blocco? Le conseguenze sono sempre freddo e neve per la nostra Penisola nel periodo invernale?

Solitamente nei mesi invernali questi anticicloni di blocco vengono a formarsi o nei pressi della Groenlandia o della Scandinavia , mentre nei mesi estivi in genere sull’Est europeo dove dovrebbe prevalere una bassa pressione di origine termica.

Si tratta di figure bariche che possono portare della anomalie climatiche, in grado di manifestarsi sul medesimo posto anche per 1-2 mesi (esempio le anomalie sull’Alaska, che hanno resistito per tutta la scorsa stagione invernale 2013/2014-2014/2015).

Block

In realtà negli ultimi anni, secondo accurati studi queste situazioni si verificano con maggiore frequenza rispetto al passato, e questi anticicloni di blocco hanno la forza di “stoppare” anche per più settimane le “correnti occidentali”. In questo modo, le perturbazioni atlantiche trovandosi davanti le figure bariche che abbiamo appena descritto, sono costrette a passare per altri lidi.

In inverno, il blocco viene a generarsi grazie all’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre verso Nord ( in genere fin sulla Gran Bretagna o verso l’Europa occidentale ) ,così che le perturbazioni atlantiche vengono deviate. Può accadere dunque che si attivino moti retrogradi da Est in grado di portare  (freddo o gelo) sui Balcani e poi in seconda battuta anche sull’Italia.

Questo che abbiamo appena descritto è quello che in genere accade durante i periodi invernali, mentre in quelli estivi spesso e specie negli ultimi anni accade che un poderoso anticiclone di blocco si estende dal nord Africa all’Europa orientale, con una delle due basse pressioni associate poste sul medio Atlantico, regioni che dovrebbero essere interessate dall’Anticiclone delle Azzorre.

Continuando la nostra descrizione delle fase di Blocking, veniamo al punto e soprattutto andiamo a toccare uno degli argomenti più amati dai “freddofili” che è quello dello Strawarming.

Si tratta semplicemente di un improvviso riscaldamento della Stratosfera alle alte latitudini, anche di 20°C/30°C in due-quattro giorni. Secondo degli studi, sembra che parte dell’energia contenuta nelle onde di Rossby aventi una lunghezza d’onda di 10.000 Km riesca a pentrare oltre i 10-15 Km di altezza, determinando un riscaldamento della stratosfera.

Quando si sente parlare di questo fenomeno, spesso la neve e il freddo vengono associati alla nostra Penisola.

Per rendere più chiaro il concetto, nel corso della stagione la stratosfera possiede delle temperature nell’ordine dei -65°C/-70°C tra i 20-30 km di altezza e di -40°C/-50°C tra i 30 e i 45 km ed è percorsa da veloci correnti occidentali che si muovono in senso antiorario attorno alla profonda depressione del Vortice Polare.

Abbiamo detto in precedenza che  può accadere che per cause ancora non del tutto spiegabili dai mezzi scientifici che abbiamo a disposizione, venga a verificarsi un forte riscaldamento attraverso il quale la temperatura stratosferica comincerà ad aumentare in modo repentino , e al posto del Vortice Polare si sviluppa quindi un poderoso anticiclone che nei giorni successivi può espandersi verso il basso , raggiungendo la media-troposfera e qualche volta espandendosi anche verso il suolo.

L’evento più eclatante che molti ricorderanno non solo ora, ma ancora per molti anni è quello del 1985. A fine Dicembre del 1984, esplose un eccezionale Stratwarming che sulla Groenlandia i sondaggi atmosferici effettuati dalla base di Thule misero in evidenza un aumento della temperatura attorno ai 42 km di altezza di oltre 70°C in 5 giorni.

Genaver

Un poderoso anticiclone di blocco con le dinamiche che abbiamo discusso precedentemente, attivò una forte irruzione di aria fredda che a sua volta attorno alla Befana (Befana inclusa) diede luogo a poderose nevicate sulla nostra Penisola e record di freddo come i -11°C registrati a Roma Urbe.

Le grandi irruzioni fredde non sono sempre collegate a grandi manovre stratosferiche, anche se esse ne aumentano vortiginosamente le possibilità. L’indice NAO può essere molto utile per capire la presenza e l’intensità degli anticicloni di blocco.

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