Meteo ricordi: cinque anni fa freddo e neve interessavano la nostra Penisola

Cinque anni fa un'ondata di freddo interessava la nostra Penisola

Cinque anni fa, venerdì 17 Dicembre 2010, la nostra Penisola venne interessata da un intenso episodio di freddo e neve.

Prevalentemente, il pienone per quanto riguarda le nevicate lo fecero le regioni del versante adriatico. Pensate, che a Forlì le temperature arrivarono a toccare quasi i -10°C , a Rimini i -9°C. Fece molto freddo anche al Nord Italia con delle temperature che giunsero a toccare  -14°C a Milano Malpensa.

Molto freddo anche al Centro Italia, con temperature che scesero nettamente sotto agli zero gradi a RomaFirenze e su tutte le regioni adriatiche. Lievemente più mite fu al Sud Italia, anche se nel complesso la giornata fu molto fredda ovunque.

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Alcuni amici Toscani, ricordano quella nevicata come una delle più abbondanti dall’ormai lontanissimo 1985,  addirittura migliore di quelle che ci regalò l’ondata di gelo e neve che colpì la nostra Penisola nel Febbraio del 2012.

Anche gli amici Romani ricorderanno sicuramente quella giornata, quando una bellissima sfiocchettata si verificò su Roma.

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La nevicata durò poco e i fiocchi di neve, a causa del richiamo di aria più calda vennero sostituiti dalla pioggia, le temperature entro la serata arrivarono a superare i +7C°+8°C. (Roma)

Una giornata freddissima che sicuramente verrà ricordata da molti.

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Le bellezze d’Abruzzo: i Piani di Pezza, altopiano glaciale carsico-alluvionale e i -37.4°C del 2012

I Piani di pezza detengono il record appenninico minimo di temperatura fatto registrare il 15 Febbraio del 2012, -37.4°C

I Piani di Pezza sono un altopiano glaciale carsico-alluvionale situato in Abruzzo, in provincia dell’Aquila, all’interno del territorio del Comune di Rocca di Mezzo.

Pezza

Si estende per circa 5,5 km in lunghezza e 3 in larghezza ad una quota compresa tra i 1400m e 1500m ed è delimitato a nord dalle creste dei monti che sovrastano la stazione sciistica di Campo Felice, posta al di là di tale catena (cresta di Monte Rotondo, Cisterna, Colle del Nibbio, Punta dell’Azzocchio, Cimata di Pezza e Cimata del Puzzillo), e a ovest e sud da cime appartenenti al massiccio del Monte Velino (Vena Stellante, Colle dell’Orso, Punta Trento, Punta Trieste e Costone della Cerasa), di cui rappresenta una delle porte di accesso nella sua parte orientale.

È luogo incontaminato, non immediatamente raggiungibile, dove praticare d’inverno sci nordico, sci escursionismo e sci alpinismo e trekking a piedi e a cavallo d’estate. Da essa è possibile raggiungere il Rifugio V.Sebastiani posto su una cima che costeggia l’altopiano. Vi si accede dall’Altopiano delle Rocche attraverso Vado di Pezza ad est e presenta solo un strada sassosa che lo attraversa. La particolare conformazione carsica della piana, chiusa com’è in tutte le direzioni in particolari condizioni atmosferiche permette alla temperatura di scendere anche diversi gradi sotto allo zero.

In particolare secondo quanto riferiscono le rilevazioni, i Piani di Pezza detengono il record Appenninico con una temperatura minima fatta registrare il 15 Febbraio del 2012, di -37.4°C.

In realtà si pensa che questo valore non sia il valore più basso di sempre, perchè purtroppo non si dispone dei dati della storica ondata di gelo del 1985 quando vennero raggiunti i -35°C a Tagliacozzo. In quell’occasione pur non avendo dati certificati e dunque veri, si narra che la temperatura con probabilità scese addirittura al disotto dei -45°C.

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Inverno: per ora poche novità e la possibilità di un veloce cambiamento in seconda decade di Dicembre

Possibile un veloce cambiamento tra la seconda e la terza decade del mese di Dicembre

All’orizzonte si intravedono ancora poche novità, come ormai ripetuto più volte ci troviamo nel mezzo di una situazione piuttosto particolare con un Vortice polare piuttosto compatto e gli anticicloni che tendono a riversarsi con una certa facilità verso il territorio europeo.

Raffreddore

Nel medio/lungo termine non vediamo nulla di interessante ad oggi, con una stratosfera che continua a ghiacciarsi e che nei prossimi giorni arriverà con probabilità a toccare valori prossimi ai -84°C.

Tale situazione per i nostri territori non è mai buona, perché come conseguenza si ha un rafforzamento ulteriore del Vortice Polare. Dunque una sua ulteriore chiusura.

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Pertanto più che per il medio termine, le cose sembrerebbero più complicate di quello che dovrebbero essere specie per il lungo termine. Questo perché non si intravede la possibilità di uno sblocco configurativo.

Le uniche possibilità che vediamo ad oggi, sono date da un possibile e fisiologico rallentamento del Vortice Polare e quindi in simbiosi con un  breve periodo di “decadimento” dell’indice AO.

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Questa situazione, stando alle ultime elaborazioni sembrerebbe poter risultare possibile nella seconda/terza decade del mese. Questo sta a significare che qualche perturbazione anche a carattere “freddo” potrebbe tornare ad interessare la nostra Penisola e quantomeno riportare un po’ di neve sulle nostre montagne.

In genere si ritorna al solito discorso, con una seconda e terza parte del mese di Dicembre nel complesso mite dove non si esclude il passaggio di qualche veloce perturbazione, con l’anticiclone sempre in agguato e pronto a piegare nuovamente verso il territorio Europeo.

Vediamo se tale situazione verrà smentita o confermata nel corso dei prossimi giorni.

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Con l’avvio di Dicembre torna l’alta pressione?

Con gli inizi di Dicembre potrebbe tornare l'alta pressione

Dopo una fase piuttosto calda alla quale abbiamo dovuto far fronte per gran parte del mese di Novembre, due rapide incursioni di origine artica hanno spezzato questa egemonia portando un po’ di neve sul nostro Appennino e sulle Alpi di confine.

Nei prossimi giorni però, con la chiusura della ormai imminente fase di maltempo dalle ultime elaborazioni, sembrerebbe poter tornare protagonista del nostro scenario meteorologico l’alta pressione.

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Si tratterebbe di una situazione che in futuro potrebbe rivelarsi “simile” a quella vissuta in Novembre e che potrebbe condizionare almeno la prima decade del mese.

Ne riparleremo prossimamente.

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Neve: tra giovedì e venerdì possibili forti nevicate tra Abruzzo e Molise

Una nuova fase di maltempo porterà copiose nevicate in Appennino

Copiosa

Un nuovo peggioramento entrerà nel vivo nel corso della giornata di giovedì causando maltempo diffuso sulle nostre regioni centro-meridionali.

Il Nord Italia rimarrà ancora una volta un po’ ai margini di questo peggioramento eccetto che sulle Alpi di confine dove tornerà a cadere un po’ di neve. Questa volta, la neve cadrà copiosa specie tra l’Abruzzo e il Molise.

Proprio le giornate di giovedì e venerdì sarebbero quelle che, potrebbero consentire alla ormai imminente stagione sciistica di partire in anticipo.

Attenendoci agli ultimi aggiornamenti modellistici sembrerebbe che la neve possa cadere abbondante su tutta la regione Abruzzo, inizialmente a quote superiori ai 1200 metri, successivamente in calo fin verso gli 800/1000. In Molise la quota neve potrebbe invece attestarsi attorno ai 1300/1500 metri di quota.

Temp 850

Gli accumuli previsti come accennato in precedenza sembrerebbero poter risultare importanti, anche nell’ordine del mezzometro in quota, dove soffieranno in modo piuttosto sostenuto forti venti dai quadranti settentrionali.

Nella giornata di domani forniremo ulteriori aggiornamenti della situazione, non mancate..

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Terza decade di Novembre: possibile cambio di scenario con aria più fredda verso l’Italia

Nella terza decade di Novembre sarà possibile un cambio di scenario

Si ritira

In terza decade di Novembre la possente campana anticiclonica che sta condizionando il tempo sulla nostra Penisola, ormai da giorni, potrebbe essere indebolita.

Questo a causa di una serie di perturbazioni che andranno ad influire sullo stato dell’alta pressione stessa, facendola così arretrare. Tra il 20/23 di Novembre una  perturbazione potrebbe interessare parte della nostra Penisola, di li potrebbe aprirsi un corridoio per altre perturbazioni che via via potrebbero richiamare aria un pochino più fredda dal Nord Atlantico.

In questa configurazione potrebbe rientrare anche la nostra Penisola, in un veloce e incisivo peggioramento delle condizioni meteorologiche capace di portare anche delle nevicate in montagna.

Ne riparleremo più avanti….

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Minime preoccupanti in montagna: Plateau Rosa +2°C, +10°C sul Colle della Banchetta

Valori di temperature eccezionalmente miti sono stati raggiunti sulle nostre montagne nella notte

La fase “eccezionalmente” mite di cui abbiamo parlato più volte in questi giorni continua imperterrita a condizionare  il tempo sulla nostra Penisola.

Stiamo raggiungendo delle temperature a dir poco stupefacenti con valori minimi “di temperatura” che cominciano a preoccupare.

Uno su tutti il valore registrato nella notte di lunedì sul Monte Bianco ( sulla vetta) dove è stata registrata una minima compresa tra i -2/-3°C.

Monte bianco anomalo

La situazione nel corso delle ore non è andata migliorando, infatti se questa mattina facciamo un giro delle stazioni meteorologiche per l’Italia possiamo rammentare i +2°C registrati dall’Aeronautica Militare alle 05:55 a Plateau Rosa (3488 metri di quota), +12°C registrati sul Cimone (2165 metri di quota).

Sul Colle della Banchetta (Sestriere) secondo le ultime rilevazioni della Stazione Meteo piazzata a 2480 metri di quota, le temperature non sarebbero scese al disotto dei +9/10°C.

Banchetta Sestriere

A Capanna Margherita è stato registrato un valore minimo di +1°C nella giornata di ieri.

Arrivati a questo punto della stagione comincia ad essere un segnale preoccupante.

 

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