Le bellezze d’Abruzzo: i Piani di Pezza, altopiano glaciale carsico-alluvionale e i -37.4°C del 2012

I Piani di pezza detengono il record appenninico minimo di temperatura fatto registrare il 15 Febbraio del 2012, -37.4°C

I Piani di Pezza sono un altopiano glaciale carsico-alluvionale situato in Abruzzo, in provincia dell’Aquila, all’interno del territorio del Comune di Rocca di Mezzo.

Pezza

Si estende per circa 5,5 km in lunghezza e 3 in larghezza ad una quota compresa tra i 1400m e 1500m ed è delimitato a nord dalle creste dei monti che sovrastano la stazione sciistica di Campo Felice, posta al di là di tale catena (cresta di Monte Rotondo, Cisterna, Colle del Nibbio, Punta dell’Azzocchio, Cimata di Pezza e Cimata del Puzzillo), e a ovest e sud da cime appartenenti al massiccio del Monte Velino (Vena Stellante, Colle dell’Orso, Punta Trento, Punta Trieste e Costone della Cerasa), di cui rappresenta una delle porte di accesso nella sua parte orientale.

È luogo incontaminato, non immediatamente raggiungibile, dove praticare d’inverno sci nordico, sci escursionismo e sci alpinismo e trekking a piedi e a cavallo d’estate. Da essa è possibile raggiungere il Rifugio V.Sebastiani posto su una cima che costeggia l’altopiano. Vi si accede dall’Altopiano delle Rocche attraverso Vado di Pezza ad est e presenta solo un strada sassosa che lo attraversa. La particolare conformazione carsica della piana, chiusa com’è in tutte le direzioni in particolari condizioni atmosferiche permette alla temperatura di scendere anche diversi gradi sotto allo zero.

In particolare secondo quanto riferiscono le rilevazioni, i Piani di Pezza detengono il record Appenninico con una temperatura minima fatta registrare il 15 Febbraio del 2012, di -37.4°C.

In realtà si pensa che questo valore non sia il valore più basso di sempre, perchè purtroppo non si dispone dei dati della storica ondata di gelo del 1985 quando vennero raggiunti i -35°C a Tagliacozzo. In quell’occasione pur non avendo dati certificati e dunque veri, si narra che la temperatura con probabilità scese addirittura al disotto dei -45°C.

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