Stratwarming e anticicloni di blocco necessari per episodi di freddo intenso sulla nostra Penisola?

Un articolo di didattica riguardo il rapporto tra gli anticicloni di blocco e le ondate di freddo e neve sulla nostra Penisola

Gelo e neve

Che cosa si intende per anticiclone di blocco? Le conseguenze sono sempre freddo e neve per la nostra Penisola nel periodo invernale?

Solitamente nei mesi invernali questi anticicloni di blocco vengono a formarsi o nei pressi della Groenlandia o della Scandinavia , mentre nei mesi estivi in genere sull’Est europeo dove dovrebbe prevalere una bassa pressione di origine termica.

Si tratta di figure bariche che possono portare della anomalie climatiche, in grado di manifestarsi sul medesimo posto anche per 1-2 mesi (esempio le anomalie sull’Alaska, che hanno resistito per tutta la scorsa stagione invernale 2013/2014-2014/2015).

Block

In realtà negli ultimi anni, secondo accurati studi queste situazioni si verificano con maggiore frequenza rispetto al passato, e questi anticicloni di blocco hanno la forza di “stoppare” anche per più settimane le “correnti occidentali”. In questo modo, le perturbazioni atlantiche trovandosi davanti le figure bariche che abbiamo appena descritto, sono costrette a passare per altri lidi.

In inverno, il blocco viene a generarsi grazie all’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre verso Nord ( in genere fin sulla Gran Bretagna o verso l’Europa occidentale ) ,così che le perturbazioni atlantiche vengono deviate. Può accadere dunque che si attivino moti retrogradi da Est in grado di portare  (freddo o gelo) sui Balcani e poi in seconda battuta anche sull’Italia.

Questo che abbiamo appena descritto è quello che in genere accade durante i periodi invernali, mentre in quelli estivi spesso e specie negli ultimi anni accade che un poderoso anticiclone di blocco si estende dal nord Africa all’Europa orientale, con una delle due basse pressioni associate poste sul medio Atlantico, regioni che dovrebbero essere interessate dall’Anticiclone delle Azzorre.

Continuando la nostra descrizione delle fase di Blocking, veniamo al punto e soprattutto andiamo a toccare uno degli argomenti più amati dai “freddofili” che è quello dello Strawarming.

Si tratta semplicemente di un improvviso riscaldamento della Stratosfera alle alte latitudini, anche di 20°C/30°C in due-quattro giorni. Secondo degli studi, sembra che parte dell’energia contenuta nelle onde di Rossby aventi una lunghezza d’onda di 10.000 Km riesca a pentrare oltre i 10-15 Km di altezza, determinando un riscaldamento della stratosfera.

Quando si sente parlare di questo fenomeno, spesso la neve e il freddo vengono associati alla nostra Penisola.

Per rendere più chiaro il concetto, nel corso della stagione la stratosfera possiede delle temperature nell’ordine dei -65°C/-70°C tra i 20-30 km di altezza e di -40°C/-50°C tra i 30 e i 45 km ed è percorsa da veloci correnti occidentali che si muovono in senso antiorario attorno alla profonda depressione del Vortice Polare.

Abbiamo detto in precedenza che  può accadere che per cause ancora non del tutto spiegabili dai mezzi scientifici che abbiamo a disposizione, venga a verificarsi un forte riscaldamento attraverso il quale la temperatura stratosferica comincerà ad aumentare in modo repentino , e al posto del Vortice Polare si sviluppa quindi un poderoso anticiclone che nei giorni successivi può espandersi verso il basso , raggiungendo la media-troposfera e qualche volta espandendosi anche verso il suolo.

L’evento più eclatante che molti ricorderanno non solo ora, ma ancora per molti anni è quello del 1985. A fine Dicembre del 1984, esplose un eccezionale Stratwarming che sulla Groenlandia i sondaggi atmosferici effettuati dalla base di Thule misero in evidenza un aumento della temperatura attorno ai 42 km di altezza di oltre 70°C in 5 giorni.

Genaver

Un poderoso anticiclone di blocco con le dinamiche che abbiamo discusso precedentemente, attivò una forte irruzione di aria fredda che a sua volta attorno alla Befana (Befana inclusa) diede luogo a poderose nevicate sulla nostra Penisola e record di freddo come i -11°C registrati a Roma Urbe.

Le grandi irruzioni fredde non sono sempre collegate a grandi manovre stratosferiche, anche se esse ne aumentano vortiginosamente le possibilità. L’indice NAO può essere molto utile per capire la presenza e l’intensità degli anticicloni di blocco.

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